La danza degli elementi di Matteo Must
| Tiratura | Opera Unica |
|---|---|
| Altezza (cm) | 100 |
| Larghezza (cm) | 198 |
| Tecnica | Tecnica mista |
| Supporto | Tela |
| Data | 2026 |
1.600,00 €
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Aggiungi al monitoraggio del prezzoL’utilizzo di acrilici e smalti nell’opera “La danza deglielementi” permette all’artista Matteo Must di costruire una superficie intensa, nella quale il colore acquista una dimensione quasi fisica e il segno assume il valore di un gesto primordiale. Non vi è l’intenzione di riprodurre la natura, ma quella di restituirne la potenza, trasformandola in un’esperienza visiva ed emotiva.
La serie si fonda sulla metafora dei quattro elementi primordiali – terra, acqua, aria e fuoco –, intesi come manifestazioni di una stessa energia vitale. Sono forze che generano, distruggono, trasformano e rinnovano; metafore delle emozioni e delle passioni umane, ma anche del fragile equilibrio che lega l’uomo all’ambiente che lo circonda.
In questa prospettiva la natura assume il volto della Grande Madre, fonte della vita e custode di un equilibrio di cui l’uomo è parte integrante. La sua forza non è dunque contrapposta all’essere umano, ma lo richiama a una relazione fondata sulla cura e sul rispetto: l’uomo condiziona la natura e, a sua volta, ne è profondamente condizionato.
La formazione di Matteo Must come giovane scenografo romano emerge nella capacità di concepire la pittura anche in relazione allo spazio: l’opera non si esaurisce sulla tela, ma entra in dialogo con l’ambiente che la accoglie. Per questo”La danza deglielementi” trova una collocazione naturale negli interni contemporanei, ma può acquistare particolare forza anche accanto a elementi classici, mobili d’epoca o architetture antiche.
Come le altre opere della serie, può essere disposta orizzontalmente o verticalmente, adattandosi alle esigenze compositive e progettuali dell’ambiente. La firma sul retro rende possibile questa libertà di orientamento. Il risultato è un’opera astratta di grande personalità, in cui colore, segno ed energia si trasformano in una presenza capace di dominare lo spazio senza mai smettere di dialogare con esso.
